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Riflessione in un momento di “bassa”

La nostra quotidianità è contrassegnata dal “ritmo”. Un ritmo elevato che lascia poco spazio alle pause. Più cose si fanno meglio ci si sente. O almeno questa è la sensazione. Ci si sente efficienti e le organizzazioni ci fanno sentire più bravi. Certo, ove più, e ove meno, l’andare “di corsa” è una caratteristica che influenza anche il nostro giudizio su quanti lavorano e collaborano con noi. Vediamo persone correre nei corridoi o che sono rincorse da colleghi che hanno bisogno di discutere con loro, sottoporre una questione, far firmare un modulo, essere rassicurati. E il tempo così non c’è mai; a ben guardare per “fare” ciò che non abbiamo potuto “fare”. Pensiamo al tempo che ci manca, come a una dimensione comunque da riempire ancora con il “fare”. Difficilmente pensiamo al tempo “di lavoro”, o di “non lavoro”, come a uno spazio in cui “lavorare anche su noi stessi”. Stare in “nostra” compagnia in realtà è difficile, perché dove non c’è ritmo ci sentiamo persi e inutili, e la “pausa” quindi diventa dissonante.
Ma perché dovremmo sentirci persi se ci fermiamo? Abbiamo qualcuno che ci stà correndo dietro? Chi è il nemico da cui fuggiamo? E per andare dove? Queste domande sono complesse e trovare una risposta è esercizio improbabile e al tempo stesso un percorso lungo. Autorevoli pensatori considerano il modo forsennato con cui oggi si lavora come “un rimedio all’angoscia; un rimedio per non incontrare “quello sconosciuto che ciascuno di noi è diventato per se stesso” al di fuori del contesto di lavoro perché è lì “che siamo realmente”. Sempre più spesso il lavoro e le sue dimensioni sono ciò che
ci danno “identità”. Al di fuori di questo, talvolta, non sappiamo più chi siamo.
Per dirla in altro modo, la “cultura del fare e dell’efficienza”, da sole , rischiano di farci perdere la “nostra” dimensione, quella più autentica e “vera”. Devono perciò essere accompagnate da altre prospettive, altri programmi, che valorizzino la “persona in se” sul lavoro e “fuori” e la sua specifica identità.