Chi è l’Autista?
Questo racconto tenta di dare una risposta. Soprattutto cerca di spiegare come si può e si deve amare il lavoro che si è chiamati a
fare.
Essere autista non è solo condurre un’automobile.. è molto di più… significa avere coraggio, spirito di sacrificio, prontezza
intellettuale, ottimi riflessi, colpo d’occhio, intuizione, genialità e un pizzico di follia…. Per fare l’autista in azienda bisogna invece
superarsi ogni volta!! Significa porsi un obbiettivo e poi superarlo.
Quando entrai a far parte del “gruppo autisti” ero poco più che un ragazzo, voi eravate per me tutti giganti.
Avevo una gran paura, cercavo di imparare in fretta, avevo la consapevolezza e la speranza
che avendo conosciuto mio padre, mi avreste aiutato a superare gli esami che mi attendevano.
Così è stato, mi avete dato tutti i consigli e i suggerimenti di cui avevo bisogno.
Mi avete allevato, coccolato e vezzeggiato e con il vostro esempio, mi avete fatto crescere e di questo ve ne sarò sempre grato.
Questo lavoro mi ha appassionato immediatamente per molti motivi, in particolare:
-perché in questa azienda aveva lavorato mio padre. Il pensiero che avrei potuto muovermi nei corridoi dove aveva camminato Lui e
respirare l’odore acre della colla per stendere la moquette che avevo respirato da bambino in occasione di una visita al Suo posto di
lavoro, mi entusiasmava.
-cosa dolorosa ma piacevole, che tutti mi chiamavano con il nome di papà. Non era facile, per i colleghi di mio padre, prendere
coscienza che, purtroppo, qualcosa era cambiato.
E così, piano piano, iniziai a fare l’autista, pur non avendone i requisiti.
È un mestiere duro, difficile, per molti ma non per “tutti”.
Fare l’autista ti dà un senso di appartenenza. Ti senti di far parte di una grande comunità.
Devi mangiare quando non hai fame, andare in bagno quando non ne senti la necessità, dormire quando non hai sonno e ridere alla
battuta del capo del momento quando non ne hai voglia e soprattutto quando non c’è niente da ridere!!
Non è cosa per smidollati; è solo per uomini coraggiosi, con il coraggio di aver paura, sul filo dei 200 all’ora di incappare in una
pattuglia, in un autovelox o col pericolo costante di uno scoppio di una gomma, di un lancio di sassi dai cavalcavia o di un salto di
corsia.
Eppure si ha voglia anche di scherzare dopo un viaggio di ore, in silenzio, con i pensieri che volano verso la fidanzata, la famiglia, il
mutuo da pagare e quei chilometri che non finiscono mai.
Ore ed ore ad aspettare qualcuno.
Ore ed ore a pensare a qualcosa.
Ore e ore a fantasticare….
Ore e ore a sperare….
Un autista è anche tutto questo.
La professione ti fa sentire libero ma prigioniero, prigioniero ma libero.
È anche un mestiere pazzo per uomini pazzi.
È però un lavoro che ha il suo fascino; è bello uscire di casa molto presto, attraversare la città che ancora sonnecchia.
Vedere i fornai che cominciano ad aprire i negozi, guardare i netturbini che iniziano a lavorare.
Sentire l’aria fresca del mattino e il rotolare dei pneumatici sui sanpietrini.
Oppure la sera tardissimo, tornare a casa e pensare che sei uno dei pochi che ancora è sveglio sapendo che hai compiuto il tuo lavoro,
che hai realizzato l’ultima impresa, vinto un’altra sfida.
Tutte queste cose un autista le sa.
L’autista è un lusso una contraddizione.
È il plebeo e l’imperatore,
il servo ed il signore,
il giocatore ed il croupier.
Vive un equilibrio instabile e colleziona illusioni. Ma è un equilibrista abile, schiavo della sua passione.
A quelli che non sono come noi posso solo dire: che peccato, che vi siete persi!! Avete perso delle forti ed uniche emozioni!!!
Ai colleghi mi legano tanti ricordi, tanti sacrifici, tante arrabbiature ma anche tante risate. Potrei raccontare numerosi aneddoti dei
momenti passati insieme, mi piace però ricordare due cose importanti.
La prima che tutti vi adoperaste a far si che il “gruppo”, in genere sempre diffidente con i nuovi, mi accettasse calorosamente.
La seconda è che io devo a voi il mio soprannome; nell’ambiente c’era l’abitudine ad affibbiare un nomignolo.
Ce ne sono di belli, di brutti, di divertenti, di geniali ma anche di feroci.
Voi ne avete coniato per me uno bellissimo.
É merito vostro se tutta la città e dintorni, se quelli che mi conoscono mi salutano con il soprannome che mi avete regalato.
Grazie!!
Evviva gli autisti…………
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