I GATTI DEI NONNI

I nonni abitavano in campagna e , come capita spesso a chi abita in campagna, possedevano diversi animali, tra questi c' erano alcuni meravigliosi gatti.

HOME

INFO

ALTRO

NATURA

VIAGGI

RIFLESSIONI

FAVOLE

POESIE

NEWS

top of the page
AB-21
bottom of the page

Hai immagini da elaborare?

Ecco il software ideale ...

Mappa del Sito

site info

A pensarci...

Lago della Calola

Chechen

I gatti dei nonni

Madonna dei Piani

A chi piace la provincia

Per cambiare ...

Tornare al paese

11

La nonna diceva che era il miglior cacciatore di topi e che tutti i giorni ne prendeva almeno uno.

Durante la giornata i mici dei nonni non si vedevano quasi mai, se ne andavano a zonzo per la campagna, ma ad un appuntamento non mancavano mai: l' ora del pranzo.

La nonna si dannava per impedire che i mici entrassero in casa, specialmente nelle ore in cui si consumavano i pasti. Nonostante ciò, purtroppo, ogni volta che qualcuno apriva la porta per entrare, almeno un micio, con  un  silenzioso e  veloce guizzo,  riusciva  ad intrufolarsi in casa

La maggior parte delle volte però questo micio non riceveva nulla dalla nonna, forse perché non se ne ricordava e lui (il micio) non faceva niente per farsi ricordare, lui pensava solo a dare la caccia ai topi.

Ogni volta che penso alla casa di campagna dei nonni mi ricordo di quei gatti: che ci sia da imparare qualche cosa?

Nel momento in cui riceveva del cibo se ne andava sotto una poltrona e tranquillamente se lo gustava, quindi ritornava, altrettanto tranquillamente, nella posizione originaria.

nascondendovisi; cosicché, quando ci si apprestava ad andare a tavola, puntualmente uscendo da vari nascondigli i mici, per quell' ora erano riusciti ad entrare quasi tutti, si presentavano a richiedere, in diversi modo, la loro parte.

Uno di questi ricordo che era molto vivace ed a volte invadente nel richiamare l' attenzione, sembrava ci fosse solo lui, saltava sulle ginocchia, miagolava ripetutamente ed appena gli si dava qualcosa da mangiare, lo divorava in un attimo ed immediatamente ricominciava la manfrina.

Ore che ci penso mi ricordo anche di un altro micio, se ne stava quasi sempre in disparte, non ricordo di averlo mai sentito miagolare, sembrava che tutto quello che accadeva intorno a lui non lo interessasse, non si degnava neanche di volgere uno sguardo verso il tavolo da pranzo.

La storia continuava fino al punto che uno dei commensali, stufo del comportamento, prendeva il micio per il collo e con una pedata lo buttava fuori della porta.

Un altro micio, invece, si metteva                               in una posizione d' attesa e temporeggiava guardando, ora uno                                                 ora l' altro, i vari commensali; ogni tanto rompeva il silenzio                                            emettendo un leggero miagolio come per dire: io sono qui.

Alla fine del pranzo, quando la nonna sparecchiava, alcune volte metteva da parte qualche cosa, che sceglieva tra gli avanzi, per poi darlo a quest' ultimo micio.