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Chechen, così si chiamava l’ultimo “Sellaio” artigiano che forniva e riparava i “Finimenti” per cavalli da tiro.
In quegli anni il cavallo stava per lasciare il passo all’automobile, ma alcuni romantici stentavano a fare il passaggio. Tra questi c’era un signore di nome Marsucco che faceva piccoli trasporti da e verso piccoli paesi dell’entroterra.
Quando quest’ultimo andava dal Chechen per qualche riparazione al suo “Birroccio” (carro a trazione equina) o dei finimenti del cavallo, l’argomento delle chiacchere finiva con l’essere quello riguardante l’auto: ammodernarsi o continuare con il cavallo.
Chechen parteggiava, sebbene fosse contro il suo interesse, e consigliava un furgoncino, dicendo: io sono vecchio e tra non molto smetterò di fare questo mestiere.
Parla che ti riparla finalmente un bel giorno il Marsucco decide di iscriversi ad una scuola guida per prendere la patente.
Decisione molto sofferta, visti anche i risultati. Per ottenere l’idoneità alla guida ci vollero otto mesi e quattro esami, tre dei quali andati male. Finalmente la patente arrivò.

Ora c’era da scegliere quale automobile comperare. Anche questa operazione durò un tempo adeguato (circa tre mesi).
Alla fine scelta fù! Si trattava di una Balilla furgonata (macchina standard modificata con un cassonetto dietro).
Ora si doveva preparare il primo viaggio, cioè “battezzare” il Marsucco modernizzato.

La sistemazione del carico fu molto laboriosa, cercando di bilanciare il furgoncino nel migliore dei modi, si finì per caricare e scaricare un paio di volte tutto quanto, prima di trovare l’equilibrio giusto.
E ora siamo alla partenza del viaggio inaugurale:
Dolcedo – Porto Maurizio.

Molti curiosi assistettero all’avvenimento e l’emozione del Marsucco si toccava con mano. E partenza fu. Alcuni seguirono per un po’ l’inizio del viaggio, che a dire il vero ebbe un intoppo quasi subito. Infatti dopo solo cinque minuti il furgoncino si era “fermato” contro una spallina del ponte sul Torrente Prino.
Niente di grave, si sentiva solamente la voce del Marsucco
che diceva: Ohh Ohh Ohhh ( fermati) credendo di parlare ancora con il cavallo.