Madonna dei Piani

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Le famiglie si davano appuntamento sul greto del torrente Prino e li preparavano il necessario per consumare la cena all’aperto.
Si stendevano tovaglie multicolori (la maggior parte azzurre o a quadri rossi e blu). Il torrente prendeva le sembianze di un quadro Naif.
Piatto forte per l’occasione erano le verdure ripiene: fiori di zucca, melanzane, peperoni, zucchine e cipolle. Vinello leggero che poteva essere bevuto anche dai bambini.

Il giorno della Madonna (15 Agosto) la Santa Messa veniva officiata ogni ora con la chiesa sempre al completo.
Quel giorno sul sagrato era presente un signore che vendeva un dolce a forma di un Galletto posto in cima ad un bastoncino unito ad una bandierina d’Italia fatta di carta. Questo dolce era gradito e ricercato, in modo particolare dai bambini, tanto da farlo diventare il simbolo della Madonna dei Piani.

Ora l’albero non c’è più!

Alla mezzanotte si celebrava la Santa Messa, con la chiesa sempre stracolma di fedeli provenienti da tutti i paesi vicini.
C’era anche l’usanza che i più giovani del paese per essere considerati adulti quella notte dovevano dormire all’aperto..(che sonno e che dolori l’indomani).

L’orchestra era solitamente un poco approssimativa ma promossa con grandi manifesti e descritta come “reduce dai successi” ottenuti a Villatalla (paesino con 200 abitanti).
La pista da ballo era delimitata in circolo da foglie di palma e tutto intorno si assiepavano le signore anziane per guardare e criticare i ballerini…..(guarda quei due come si stringono….)
C’erano i venditori di angurie (succa pa
teca), di caramelle e dolci secchi, spesso scaduti (allora non c’era la data di scadenza).

C’erano poi le giostre, il tiro a segno con i tappi (si vincevano i frou-frou).
Il clou però era il ballo: realizzato sotto una quercia secolare, su terra battuta con abbondante aspersione di borotalco per rendere la pista lucida e scorrevole. L’albero era visibile da lontano perché illuminato da centinaia di lampadine colorate a mano (tipo albero di natale).