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Il bar era il luogo dove si trascorreva la maggior parte del tempo libero, specialmente nel periodo invernale. Il ritrovo assomigliava molto ad un circolo privato. I frequentatori erano sempre gli stessi: se cercavi qualcuno con urgenza, dall’imbianchino al medico, quello era il posto dove “cercare”.
Al bar si decidevano ogni giorno, dopo accese discussioni, le sorti del mondo intero, se l’America doveva essere ancora il punto di riferimento dell’occidente oppure se la Russia avrebbe prevalso (si faceva la “guerra  fredda” al caldo). Poi si affrontavano i temi della politica italiana, non prima di aver risolto il problema della fame nel terzo mondo.

La domenica dovevamo decidere (giudici inappellabili), mettendoci una speciale attenzione, il sostegno o la condanna dell’operato degli arbitri del campionato di calcio. L’argomento era molto complicato. Sulle sorti del mondo alla fine si trovava un accordo, sul calcio mai!!

A chi piace la provincia

Alcune serate erano dedicate ad argomenti di attualità: il discorso di un prelato, oppure un politico indagato per concussione. Questi argomenti però duravano poco, a molti non interessavano.

Quello che non mancava mai era l’argomento donne. Su questo tema la cosa si faceva lunga e l’esperienza dei più “qualificati” teneva sempre banco. Qui le fantasie, più che i fatti, erano molteplici e svariavano su temi inimmaginabili. Si finiva sempre con il  discutere la giustezza o no della legge che stava per chiudere le “case chiuse”. Le serate finivano con una partita a biliardo o a carte per decidere chi doveva pagare le consumazioni e prendersi gli sfotto.

Poi tutti a casa a dormire, l’indomani al lavoro. Nessun drogato, nessun ubriaco!!