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Imparare, imparare, imparare: questo è uno degli imperativi dell’uomo moderno, soprattutto dell’uomo economico, cioè del soggetto attore di scelte economiche. La motivazione di questo imperativo è nella dinamica dello sviluppo delle conoscenze, nell’accelerazione del sapere umano stimolato dall’uso dell’elettronica da una parte e dalla velocità di diffusione delle informazioni, tipica del villaggio globale, dall’altra.

Per capire meglio i processi di accelerazione cui siamo sottoposti, conviene fare un passo indietro.

Secondo la paleontologia, l’homo sapiens ha soltanto 50mila anni, nonostante la vita sia apparsa sulla Terra alcuni miliardi di anni fa. Assumendo un’età media di 62 anni ne deriva che finora si sono succedute poco più di 800 generazioni.

Utilizzando lo stesso criterio di calcolo, più arbitrario che scientifico, si scopre che siamo usciti dal Medio Evo da poco più di 10 generazioni e che l’America è stata scoperta soltanto 8 generazioni fa. Si scopre anche che l’energia elettrica è disponibile da 4 generazioni, l’auto da 2 e la televisione da una generazione soltanto. In un paio di generazioni è raddoppiata la speranza di vita e si è dimezzato il tempo di lavoro. Da fatica fisica il lavoro è diventato fatica mentale in meno di una generazione. Oltre la metà dei beni utilizzati quotidianamente sono stati prodotti nell’ultima generazione.

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