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Il dialogo può essere definito come il modo collettivo e continuo di approfondire, far emergere e domandare il perché delle convinzioni e delle certezze che compongono la nostra esperienza quotidiana. Il termine dialogo significa “fluire dei significati”.
La condivisione di tali significati è il cemento che lega persone e società. Questo è il marcato contrasto con ciò che noi spesso chiamiamo dialogo, un dibattito meccanico e non produttivo tra persone intente a difendere il loro punto di vista. I dibattiti a cui i nostri politici ci hanno abituato offrono un buon esempio della differenza tra discussione e dialogo. Il dialogo necessità di una volontà di sospendere i comportamenti di tipo difensivo oltre che di approfondirne le motivazioni. Il dialogo è una disciplina diretta a risolvere i problemi che nascono dalla sottile e pervasiva frammentazione del pensiero e del non pensare insieme. Nel corso di un dialogo non occorre avere né obiettivi né vincoli di tempo, ed indiscriminatamente tutte le persone interessate possono prendervi parte. L’ unico scopo è quello di portare alla superficie i modelli mentali, le assunzioni di base mai discusse, le regole sociali che governano, e spesso inibiscono le conversazioni. Non ci sono decisioni da prendere, c’è solo uno spazio vuoto da riempire con le idee di tutti, per costruire un significato comune. Un significato basato non sulla prevaricazione di una opinione sulle altre, ma formato col contributo delle opinioni di tutti. Nel dialogo non si vuole pervenire a nessuna decisione, né si deve far fretta per giungere ad una condivisione di vedute. Punti di vista differenti devono essere presentati ed analizzati come mezzi per scoprirne uno nuovo. Obiettivo del dialogo non è decidere ad agire ma esplorare il significato più profondo delle nostre assunzioni.
In un dialogo, ove non si è pressati nel conseguire una decisione immediata, si ha più tempo per approfondire questioni complesse e per cercare il significato più profondo delle nostre convinzioni. Ciò è in contrasto con il termine “discussione”, che ha la stessa radice di percussione e concussione. Realmente significa separare le cose. Discutere è come giocare a tennis, dove le persone lanciano idee e l’ obiettivo del gioco è quello di vincere o di segnare un punto per se stessi. Possiamo concordare o no con l’ idea degli altri, ma fondamentalmente l’ obiettivo è quello di vincere il gioco. Ciò è quello che spesso succede in una discussione. Nel corso di un dialogo, nessuno deve cercare di vincere. Il singolo vince se tutti vincono. Lo spirito è molto differente. In un dialogo non è importante segnare punti a favore, o far in modo che il nostro punto di vista prevalga. Piuttosto quando un errore viene identificato da chiunque sia, ognuno cerca di trarne vantaggio. Questa situazione si chiama “io vinco e tu vinci” mentre l’ altra si chiama “io vinco e tu perdi”. Ma un dialogo è molto di più che una semplice partecipazione nella quale non giochiamo uno contro l’ altro ma insieme agli altri.
In un dialogo vincono tutti.

IL DIALOGO